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Adorno Mario
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Avvocato e patriota, nasce a Siracusa nel 1773. Di
idee liberali e antiborboniche, partecipa ai moti carbonari del 1820.
Durante l'epidemia del 1837, si fa portavoce del malcontento popolare e
redige un manifesto con cui accusa i borboni della strage, provocata - a
detta sua - attraverso un veleno. II manifesto viene fatto firmare dal
sindaco Pancali e diffuso in tutta la cittą, suscitando cosi la rivolta
popolare. L'11 agosto le truppe regie entrano a Siracusa, dove ancora si
trova Mario Adorno promotore della sedizione e autore del manifesto.
L'Adorno viene incarcerato e il 13 agosto Siracusa e dichiarata cittą
ribelle e spogliata del capoluogo, che passa a Noto, fedele al trono.
Tra il 16 e il 17 agosto si svolge il dibattimento dentro il castello
Maniace, viene emessa sentenza capitale ed il giorno successivo Mario
Adorno viene fucilato in piazza Duomo dopo aver assistito all'uccisione
del figlio Carmelo. Cosi scrive di lui l'avvocato Giuseppe Parlato:
«...combattč corpo a corpo una lotta accanita, anelante, contro un
nemico che gli pareva un gigante ed era un fantasma. In questa lotta
spese tutte le energie del suo ingegno e della sua attivitą e crede di
aver vinto e di aver raggiunto il suo alto ideale; ma quanto fu grande
la gioia e l'altezza nell'ascensione, tanto pił grande fu il dolore e
rovinosa la caduta. E pero nell'ultimo giorno egli fu un eroe». |
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