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Il bianco e il nero sono i colori della fotografia.
Per me rappresentano l'alternanza di speranza e
disperazione cui l'umanità è da sempre soggetta

{ Robert Frank, da un'intervista con Edna Bennett, Aperture magazine, 1961 }


Le belle fotografie del nuovo libro Cuba di Ernesto Bazan sono impregnate della sua anima. Non solo si mantiene impavido nella rappresentazione della condizione umana in un tempo e in un luogo specifico, ma è anche sua intenzione rivelare se stesso. Ad ogni giro di pagina ti dà un pugno allo stomaco e uno strattone al cuore. Queste fotografie sono intelligenti ed emotive senza essere manipolatrici. La Cuba di Bazan è un lavoro dal di dentro, una rara gemma nella fotografia contemporanea.
Jeff Jacobson

Ernesto Bazan è un grande fotografo. Le sue straordinarie fotografie di Cuba - un’isola dove ha vissuto per molti anni - ci danno una visione originale di questo luogo unico. Le sue immagini sono una combinazione di grafica brillante e di forti contenuti d’ambientazione. Da sempre ho amato il suo lavoro e ho saputo al di lå di qualsiasi dubbio che, Ernesto Bazan, è un autentico fotografo.
Mary Ellen Mark

La singolare apparizione che è "Cuba" non è ciò che qualsiasi macchina fotografica registrerebbe, bensì solamente la maniera di vedere di Ernesto, e di nessun altro. Delle migliaia di fotografie su Cuba fatte da fotografi cubani e stranieri, nessuna che io conosco gli assomiglia lontanamente. Le immagini qui presentate portano impresso il nome del fotografo, la sua percezione, la sua testa, e raccontano una storia che appartiene solo a lui… Ernesto è andato a Cuba numerose volte dal 1992 al 1997, anno in cui si è innamorato di Sissy, una cubana, e l‟ha sposata. Lì ha messo radici. Quando sono arrivati Pietro e Stefano, i suoi gemelli, si è sentito ancora più attaccato all‟isola. La sua risposta in bianco e nero, così satura del suo triste amore per il paese, era la corrispondenza perfetta con la condizione in cui versava Cuba. Negli anni „90 si era imbattuto per caso nel momento storico che Fidel Castro aveva chiamato eufemisticamente “el período especial”, cioè quando l‟Unione Sovietica, la sua protettrice, aveva incominciato a disgregarsi spingendo l‟isola in una spirale di privazioni e cambiamenti radicali…. La storia fotografica di questo libro è presentata con un linguaggio inconsueto, quasi labirintico, e non è quella di un osservatore bensì quello di un insider. La Cuba cui Ernesto si rivolge con intimità, fervore, ardente affetto e una calma oscura, è straordinariamente lugubre, come una storia raccontata di notte alla luce tagliente di una candela… Ernesto è nato ed è cresciuto in Sicilia, ha studiato fotografia alla School of Visual Arts a New York e ha visitato Cuba per la prima volta nel 1992 dieci anni dopo la laurea… A diciassette anni, in sogno ha ascoltato chiaramente le parole: “Devi diventare fotografo”… Cuba è alla sua maniera una storia d‟amore, travagliata, come sono le storie d'amore, ma tuttavia una storia d‟amore fra un fotografo e un paese che egli ha rivendicato o reclamato. L’amata Cuba alla fine l’ha respinto. Un giorno nel 2006 è stato convocato presso una stazione di polizia e gli è stato detto che non poteva più impartire i suoi workshop fotografici. Nessuna spiegazione gli è stata data ma è stato avvisato che se non si fosse fermato, lui e la sua famiglia avrebbero avuto problemi. E quindi sono andati via….
Vicki Goldberg


“Ci sono voluti solamente 14 anni di vita e fotografia a Cuba, e poi due intensi anni di editing, messa in pagina e finalmente tutte le fasi di stampa per dare vita a questo lavoro.

Approdato sull'isola per la prima volta, quasi per caso, nell'autunno del 1992, ho iniziato una love story durata quattordici anni. Per le strade dell’Avana ho ritrovato la mia infanzia siciliana perduta e inconsciamente cercata invano durante molti viaggi in giro per il mondo.
Per tanti anni Cuba l'avevo fortemente desiderata come si desidera una donna che incontri e non riesci più a togliertela dalla testa. Sono quasi certo d’esserci vissuto in un'altra vita.

E lì ho trovato la mia compagna di vita Sissy e da questa unione sono nati i nostri gemelli Pietro e Stefano.”

Grazie alle foto scattate nel suo incessante deambulare per l’isola, Ernesto Bazan vinto alcuni dei più importanti premi internazionali fra cui vale la pena menzionare: il W. Eugene Smith Fund considerato l'Oscar della fotografia documentaristica mondiale, il primo premio nella categoria di vita quotidiana al World Press Photo, e una borsa di studio dalla prestigiosa Fondazione Guggenheim.

Il libro di 280 pagine contiene 118 fotografie divise in 6 capitoli, stralci del suo diario, provini, riflessioni e citazioni di vari autori che riassumono la filosofia di vita e di lavoro del fotografo. Uno degli aspetti più straordinari di questo libro, stampato su una bellissima carta opaca utilizzando degli inchiostri appositamente creati per la stampa, è stata la partecipazione corale di oltre 40 dei tantissimi studenti che, da oltre sei anni, hanno frequentato i workshop tenuti da Ernesto Bazan in America Latina, New York e nella sua terra natale, la Sicilia. I suoi studenti hanno collaborato nella cernita delle fotografie, nella sequenza e nel lay-out del libro.

“L'essere riuscito a mantenere il totale controllo di ogni singola fase della produzione mi ha permesso di raccontare la mia storia in maniera personale ed intima, mantenendo la piena sovranità e indipendenza di tutti i contenuti.”

“Il libro coniuga magistralmente un approccio reportagistico in cui cerco di cogliere la quintessenza del vivere quotidiano fotografando gente sconosciuta, incontrata per qualche secondo per le strade dell'isola assieme ad un approccio più intimo e personale nelle foto che ritraggono vari momenti nella vita della mia famiglia e dei miei cari amici contadini con cui ho condiviso lunghi periodi di tempo nelle indimenticabili campagne cubane reminiscenti della terra natia.”

“Ben lungi dall’essere uno spettatore esterno paracadutato sull’isola per un tempo limitato, ho scelto di vivere dal di dentro questa esperienza di vita irripetibile, mescolandomi con i cubani, diventando uno di loro, condividendo le loro gioie e i loro dolori. Quando parlo del mio lavoro cubano mi piace citare sempre Rilke, uno dei miei mentori: “Il tempo non si misura, un anno non importa, e dieci anni non sono niente. Essere un artista significa non enumerare e contare, ma maturare come l’albero che non forza la sua linfa, e si erge sereno durante gli acquazzoni primaverili, senza preoccuparsi che poi l’estate non verrà. Viene. Ma viene solo per coloro che sono pazienti, che stanno lì come se l’eternità giacesse davanti a loro, così incurantemente silenziosa e vasta.
L’apprendo ogni giorno della mia vita, l’apprendo con dolore. Ne sono grato: la pazienza è tutto””.


Ernesto Bazan è nato a Palermo nel 1959. Ha ricevuto la prima machina fotografica all'età di 14 anni e ha cominciato a fotografare la vita quotidiana nella sua città natale e nelle zone rurali della Sicilia. La fotografia è stata fin dall'inizio più di una professione: una vera passione, una missione nella sua vita. Numerosi i volumi pubblicati dall‟autore: The Perpetual Past, Passing Through, The First Twenty Years, Island, Molo Nord. Nel 2008, la neonata casa editrice BazanPhotos Publishing pubblica il nuovo libro Cuba, testimonianza di 14 anni di vita e fotografia sull‟isola. Ha esposto in Europa, America Latina e Stati Uniti. Le sue fotografie appartengono a diverse collezioni pubbliche e private, tra cui il MOMA e l‟ICP di New York e il MOMA di San Francisco. Dal 1992 al 2006 ha vissuto a Cuba, documentando quel periodo di storia cubana chiamato anche Il Periodo Speciale. Questo corpo di lavoro gli è valso l‟assegnazione alcuni tra i premi più prestigiosi nel mondo della fotografia: il premio W. Eugene Smith; il premio Mother Jones Foundation for Photojournalism, il World Press Photo e due borse di studio, dalla Alicia Patterson Foundation e dalla Guggenheim Foundation. Nel 2002, Ernesto Bazan ha sviluppato i propri workshop di fotografia, ponendo particolare enfasi sull'America latina. L‟insegnamento è diventato una grande passione. Diverse centinaia di studenti hanno frequentato i suoi corsi in questi ultimi 6 anni. Vive con la moglie Sissy, i gemelli Pietro e Stefano e i due cani Diva e Ono a Veracruz, Messico.
 

 
   
 

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