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Galleria Roma -Archimede Siracusano-Celebrazioni

direttore artistico  Corrado Brancato
 

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ARCHIMEDE 287-212a.C.

Modulo d'iscrizione

PREMIO ARCHIMEDE

 

La Galleria Roma artecontemporanea, si fa promotrice di un premio dedicato ad Archimede.

Archimede, nato a Siracusa nel 287 a.C. vi morì nel 212 a.C. durante il saccheggio della città da parte delle truppe romane guidate dal console Marcello.

Fu un grande matematico e fisico, ma anche un grande filosofo con una concezione organica dell'universo. Per Archimede, infatti, “fisica, geometria e filosofia stanno assieme, quando si vuole costruire la conoscenza del reale” (Giuseppe Boscarino). Siamo quindi davanti ad un pensatore a tutto tondo, attuale nelle sue analisi e molto vicino ai problemi epistemologici contemporanei.

Marcello Cini nella sua prefazione al libro di Lucio Russo la “rivoluzione dimenticata” afferma che la rivoluzione scientifica del XVII secolo sarebbe stata essenzialmente la riscoperta di quella di duemila anni prima. Per dimostrare il suo assunto egli analizza l'opera dei suoi due protagonisti principali, Galileo e Newton, rintracciandovi numerosi legami con quella degli antichi scienziati del periodo ellenistico e in particolare con Archimede di Siracusa. "Poiché Galileo (...) viene presentato spesso come il fondatore di un metodo nuovo, quasi senza precedenti storici," egli scrive, "va sottolineato che in Galileo l'obiettivo di recuperare la scienza ellenistica è del tutto chiaro ed esplicito." Un obiettivo che riprende dai suoi lontani maestri sia l'idea del metodo sperimentale che quella del metodo dimostrativo. "Manca però ancora in lui," egli aggiunge, "la capacità di usare i più raffinati strumenti matematici ellenistici. Egli infatti, mentre è in grado di usare il metodo dimostrativo euclideo e l'algebra geometrica, non riesce ancora a comprendere del tutto (come del resto non riuscirà nessun altro dopo di lui ancora per più di due secoli) il cosiddetto 'metodo di esaustione' e la teoria delle proporzioni." (tipici dei lavori di Archimede)

Ancora più approfondita è l'analisi critica dell'opera di Newton. Quest'analisi mette in evidenza la contraddizione fra la "debolezza metodologica" dei fondamenti della teoria della gravitazione e l'effettiva evoluzione della dinamica newtoniana verso una teoria coerente al suo interno , utilizzabile subito come modello di moti reali, in particolare di quello dei pianeti. Secondo Russo, infatti, quei fondamenti sono soltanto un eclettico tentativo di utilizzare un ordine espositivo assiomatico-deduttivo non come base di una "teoria scientifica" nel senso di Euclide e di Archimede, ma per sviluppare una filosofia della natura basata su concetti aristotelici. Questa contraddizione si spiegherebbe con la sostanziale coerenza, assicurata da una preesistente comune origine, fra i diversi elementi metodologici, concettuali e osservativi mutuati da Newton dalle fonti ellenistiche a sua disposizione. "Le affermazioni genuinamente aristoteliche," scrive ad esempio Russo, "pur se inserite da Newton sin dall'inizio dell'opera, non potevano alterare la dimostrazione di teoremi della teoria delle coniche effettuate secondo il modello di ApolIonio." D'altra parte, la stessa legge "newtoniana" della gravitazione, cioè la legge della dipendenza della forza dall'inverso dei quadrati delle distanze, è riferita da Newton stesso come una conoscenza pitagorica.

Nonostante fosse basata da una parte sulla scienza ellenistica, e dall'altra sulla riflessione circa prodotti tecnologici aventi anch'essi in larga misura la stessa origine, la scienza moderna raggiunse tuttavia abbastanza rapidamente una fase in cui appare molto più "potente". Perché? Russo elenca alcune plausibili ragioni tecniche. Ad esempio il sopravvento acquistato dal calcolo numerico sui metodi geometrici grazie all'uso delle tavole dei logaritmi, pubblicate per la prima volta nel 1614. L'idea, anch'essa, non era nuova, perché era già stata formulata lucidamente da Archimede. Ma, e qui il ragionamento si allarga alla sfera sociale, nuova era la domanda di questo nuovo strumento di calcolo, derivante dall'allargamento del numero degli utilizzatori dei metodi scientifici. "Gli elementi di superiorità della scienza moderna," conclude l'autore, "non sembrano poggiare su idee radicalmente nuove, ma piuttosto sul fatto che elementi dell'antica cultura hanno avuto di nuovo nell'Europa moderna la possibilità di interagire e di svilupparsi, con il vantaggio di potersi avvalere di una base sociale molto più ampia, che permetteva di disporre di una quantità di dati molto più vasta.".

Archimede, quindi sarebbe stato una delle pietre fondanti la scienza moderna e molti dei problemi affrontati dal genio siracusano, come quello “dei buoi che pascolano in Sicilia (le mandrie del sole)”, risolto solamente in tempi moderni, mostra l’indiscutibile attualità delle idee archimedee, associabili alle ricerche degli studiosi di teoria dei numeri, equazioni diofantee, teoria dell’informazione e calcolo combinatorio.

David C. Lane, studioso della London School di scienze politiche ed economiche, in un suo saggio ipotizza la ricerca operativa come il mezzo utilizzato da Archimede nella difesa della città di Siracusa. D’altra parte, se si pensa alla ricerca Operativa, definita secondo AcKoff-Sasieni come ”Applicazione del metodo scientifico da parte di gruppi interdisciplinari a problemi..”, viene spontaneo identificare tale interdisciplinarità nel genio di Archimede!

La strategia operativa di Archimede, per David C. Lane, si basa su un sistema di analisi difensiva, simile a quello che poi è stato riscoperto nella seconda guerra mondiale e, tutt’oggi, utilizzato dai tecnici della difesa e dagli studiosi di analisi politiche ed economiche di tutto il mondo.

La teoria dei grafi è strettamente connessa alla ricerca operativa e forse Archimede con il suo Stomachion ipotizzò un gioco costruito su un modello matematico-meccanico per l’analisi delle difese di Siracusa.

Sullo stomachion sono state fatte varie ipotesi circa una sua funzionalità, che prescinda da quella ludica, benché impegnativa, poiché sembra incredibile che Archimede, per quanto bizzarro possa essere un matematico, lo abbia utilizzato semplicemente come un gioco. Sembra a dir poco strano il fatto che egli non ne abbia scoperto proprietà a noi sconosciute, che probabilmente aspettano soltanto l’impegno di qualche scienziato moderno che le faccia riemergere dopo 2000 anni. A tal proposito è sufficiente ricordare il caso di quel fantastico teorema, scoperto da George Alexander Pick, un matematico austriaco, amico di Einstein, morto nel 1943 in un campo di concentramento; il teorema di PicK, infatti, permette di calcolare l’area di poligoni irregolari, i cui vertici siano punti di un reticolo, come nel caso dello Stomachion.

 

Date queste premesse, nel 2300° anniversario della nascita del più noto Siracusano, i promotori del seguente progetto ritengono che il miglior modo per onorare Archimede sia quello di far si che a Siracusa si realizzi un centro di studi interdisciplinari per giovani ricercatori, che approfondiscano le connessioni tra le loro ricerche e gli scritti di Archimede e degli scienziati alessandrini, incoraggiando gli studi in tal senso e magari promuovendo un partenariato con Grecia ed Egitto. Attraverso questo centro si potrebbe gettare un ponte culturale sul mediterraneo, favorire la ricerca e in particolare aiutare i giovani talenti. Realizzare convegni interdisciplinari tendenti all’unione tra le culture delle discipline e dei popoli, in cui oltre a filosofi, storici, archeologi, si possa ascoltare chi è in grado di comprendere lo specifico degli studi di Archimede, gli uomini di scienza.

Scrive Ignazio Licata “credo che la chiave culturale (del progetto), possa essere il rinnovato patto tra matematica ed empiria che comincia a farsi strada nella scienza contemporanea, oltre le teorie standard ed "ideologizzate"ed oltre il mito della "bellezza" di Dirac, e che sta permettendo un uso costruttivo della matematica nello sviluppo di nuovi approcci alla cosmologia (la mia stessa teoria si basa sulle nozioni di gruppo, simmetria e dunque "cosmo" in senso greco), fisica del vivente, e così via. L'idea è grande, potrebbe servire a riportare una concezione "mediterranea" e pragmatica, non-ontologica, della matematica!”

 

Onorando, quindi, in Archimede, uno dei più grandi scienziati dell’umanità si richiede l’approvazione di un piano per le celebrazioni in occasione del 2300° anno dalla nascita di Archimede basato su i seguenti obiettivi:

 

1.      Celebrare il più illustre siracusano che si può ben dire è uno dei fondatore della scienza così come la intendiamo nell’era moderna.

2.      Collegarsi alle attività di promozione dei giovani scienziati che vengono realizzate in altre parti d’Italia.

3.      Contribuire all’istituzione di un premio permanente e alla promozione di studi scientifici che aiutino a riscoprire i collegamenti tra la scienza di Archimede e le moderne ricerche della matematica e della fisica.

4.      Realizzare un centro studi permanente per la realizzazione dei punti precedenti.

Proporre Siracusa come luogo di attrazione turistica e culturale collegata alla formazione scientifica
 
 

 

 

 

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