Tratto dal romanzo "Ill nome di Marina" della
giornalista e scrittrice Roselina Salemi, già
vincitrice con lo stesso del Premio Vittorini, la
nostra compagnia mette in scena la storia di una
terra dimenticata e che continua a portare i segni
di una programmatica distruzione.
Questo testo nasce per essere da subito spettacolo e
si identifica con il protagonista e con il
personaggio summa di diversi personaggi che ne
costruiscono una costellazione popolata e varia.
Tutto per vivere e far vivere allo spettatore questa
drammatica ed emblematica storia di vigliaccheria,
cecità e violenza, mista ad una sadica ironia della
sorte che decise, e tutt’oggi sceglie, la vita di un
intera parte di questa regione. La scelta che costò
e ancora costa il progresso a Marina di Melilli e “a
chissà quanti altri posti…”.
Se non un atto di accusa contro le catastrofi
ambientali prodotte dall'insediamento industriale
nel triangolo Augusta-Melilli-Priolo, questo lavoro
rimane un mattone con su scritto “Marina si tocca”,
è terra rubata e tradita, spogliata e stanca, un
mattone perso fra le terre insidiate dal veleno del
progresso.
La lotta di questo uomo in questo nostro racconto è
contro un tempo che è ormai passato, è tutto già
accaduto ed in qualche modo appartiene
all’esperienza comune di chiunque in questa nostra
terra viva a contatto con un litorale deteriorato
dalla presenza industriale, dalla bonifica del
cattivo senso, del bene per la comunità.
Si esplora attraverso questa vicenda quanto poco
l’uomo sappia del bene dell’uomo stesso, di quanto
facile sia immolare il proprio territorio agli
interessi di non si sa bene chi. Si vorrebbe
giungere alla condivisione di un pensiero che la
ricchezza non è data dal solo denaro se non hai un
futuro nel quale condividerla con chi ami e nei
luoghi che chiami casa.
Il nostro è un racconto in prima persona che guarda
una stanza devastata dalla spasmodica ricerca di una
verità che spaventa, cassetti e documenti,
fotografie e risa, una serie di aneddoti e di una
lenta e logorante fede nelle proprie idee e nella
propria dignità di uomo e cittadino.
Prospettiamo una parabola umana che ha già un suo
declino ed un suo finale inglorioso, vorremmo fare
in modo che non lo sia per la mancanza di memoria, a
questo ci appelliamo e con questo animo osserviamo
beffardi, come se appartenessimo, come il
protagonista, ad un altro mondo e ad altre forme
dello spirito, guardiamo il presente per cui molti
hanno lottato e che non riusciamo a ricordare
diverso, sano e con quel tramonto che aveva dei
colori naturali, veri.
Il nostro gruppo di artisti e professionisti della
comunicazione attraverso l’attività che svolge e
quindi anche a mezzo di questa nuova produzione,
vuole continuare a determinare una presenza forte e
viva nella divulgazione della storia, della cultura
e dell’arte dalla nostra provincia al mondo.
Attraverso questo ci si prefigge inoltre di creare
dei momenti di riflessione e di memoria storica.
L’argomento trattato offre spunti di riflessione e
di dibattito: il fenomeno mafioso e la lotta ad
esso, l’industrializzazione selvaggia, l’impatto
ambientale…
Questo spettacolo è frutto del coraggio e della
riconquista della propria memoria da parte del
protagonista Francesco Di Lorenzo, della regista
Erika Barresi, dell’autore delle musiche il M° Joe
Schittino e dell’esecutore dal vivo delle stesse
Rosario Di Pasquale, ufficio stampa Rosalba
Celestini, con la collaborazione di Roselina Salemi,
organizzazione Rosanna Sparatore e con il sostegno
di tutti gli elementi e di tutte le energie di
Materiali Vari e Gruppo Teatro Onda.
26-27 Giugno 2010 - Ore 21,00 - Sala ASAM ex Lux -
Via Torres (Vicino Piazza Duomo) Costo del biglietto
€ 10,00 - ridotto € 7,00
info - 3409891959 - info@gruppoteatroonda.com